figure retoriche o tropi

sono modifiche alla normale costruzione di una frase volte a creare un effetto emotivo o evocativo o poetico o anche solo fonetico.

la classificazione delle figure retoriche non è semplice e varia nei secoli:
proviamo con quella più recente, iniziando con le figure più importanti, più usate e più note

fonti:

 

modifica del significato di una parola (metasemema)

metàfora

uso di una parola al posto di un'altra, di solito con un significato più ampio.
(non è una similitudine perchè non viene esplicitata come tale da paragoni o preposizioni )

esempi:

  • una montagna di compiti
  • sei un asino
  • l'Amazzonia è il polmone del mondo
  • la vecchiaia è il tramonto della vita
sono molto usate nel linguaggio comune, tanto da non essere più identificabili (piede del tavolo, collo della bottiglia, lingua di fuoco) e da sostituire parole mancanti, fino a diventare esse stesse parole.

allegorìa

come la metafora, ma esprime un concetto ideale, morale, filosofico o religioso, patrimonio della società (opera su un piano superiore rispetto al visibile)

esempi:

  • cavaliere nero per la morte
  • navigazione per condotta in tempi particolarmente pericolosi
sono molto usate nelle religioni e nelle arti, tanto da diventare frasi fatte

metonimia

(pronunciabile in entrambi i modi)
uso di una parola al posto di un'altra intuitivamente collegata.
  • la causa per l'effetto, es.: le guance rigate di pianto (lacrime), ha una bella mano (calligrafia, pittura)
  • l'effetto per la causa, es.: una valle di lacrime (sofferenze)
  • la materia per l'oggetto, es.: guadagnarsi il pane con il sudore (fatica)
  • la materia per l'oggetto, es.: possedere molto oro (denaro)
  • il contenente per il contenuto, es.: bere un bicchiere (d'acqua)
  • l'astratto per il concreto, es.: confidare nell'amicizia (amici), sei la mia gioia
  • il concreto per l'astratto, es.: ascoltare il proprio cuore (sentimenti), avere fegato (coraggio)
  • l'autore per l'opera, es.: leggere il Manzoni
  • il produttore per i prodotto, es.: bevo un Martini, vesto Armani

sinèddoche

uso di una parola al posto di un'altra (come per la metonimia) collegata in modo quantitativo.
  • una parte per il tutto, es.: senza tetto (senza casa)
  • il tutto per una parte, es.: scarpe di vitello (pelle di), Italia-Spagna 1-1
  • il singolare per il plurale, es.: l'americano (gli americani)
  • il genere per la specie e viceversa, es.: il felino (gatto)

antonomasìa

sostituizione di un nome proprio con una denominazione che lo caratterizza e viceversa
  • il poverello d'Assisi per San Francesco
  • il mahatma per Gandhi
  • l'avvocato per Gianni Agnelli
  • mecenate per l'assistente del prete
  • perpetua per generoso protettore delle arti
  • ercole per un uomo di grande forza
Le antonomasie hanno senso all'interno di ambienti, culture e paesi. Se sono valide solo in ambienti ristretti rientrano nell'ambito dei gerghi.

sinestesìa

accostamento di due termini che si riferiscono a sfere sensoriali diverse

esempi:

  • voce ruvida
  • giallo squillante
  • sapore rotondo
la stessa parola si una una patologia momentanea o permanente di alterazione dei sensi

ossimoro

(pronunciabile in entrambi i modi)
accostamento di due parole di significato opposto per creare assurdo o paradosso o stupore

esempi:

  • ghiaccio bollente
  • lucida follia
  • caldo brivido
  • silenzio assordante
  • attimo infinito
  • convergenze parallele
 

violazione delle regole con lo scopo di evocare un significato diverso da quello letterale (metalogismo)

 

cambiamento della struttura sintattica (metatassi)

le prime usate nel giornalismo, le ultime in poesia
 

cambiamenti fonetici o grafici (metaplasmo)

in italiano è stato un fenomeno di trasformazione della lingua per facilitare la pronuncia e viene usato dai poeti

aggiunta di una vocale

caduta di una vocale o una sillaba